giovedì 9 agosto 2012

(Scheda 68) Dalla OSTEOPOROSI alla OSTEOMIELITE attraverso le fratture accidentali scomposte ed esposte.

Breve viaggio dalla OSTEOPOROSI alla OSTEOMIELITE attra- verso il percorso delle fratture accidentali scomposte ed  esposte ad elevato rischio di infezione (in cui vi è lacerazione della cute ed esposizione esterna dell'osso), con interventi chirurgici in sale operatorie poco settiche e da impianto di protesi già infette.
Articolo informativo di Giuseppe Pinna per S. O. S. - “Osteomielitici d’Italia” - Onlus  «Centro Servizi Informativi On-line per Osteomielitici e Pazienti dell’Ospedale CODIVILLA-PUTTI di Cortina d’Ampezzo».
                     OSTEOPOROSI
Una malattia del metabolismo osseo che si può prevenire
L’Osteoporosi, o demineralizzazione ossea, è una patologia caratterizzata dalla bassa massa ossea e dal deterioramento del tessuto osseo, portando ad un aumento della tendenza di un individuo a fratturare le proprie ossa.
L’Osteoporosi può colpire tutte le ossa, e non solamente quelle della schiena, pur tuttavia i primi sintomi coinvolgono anche quella semplicemente perché le vertebre si trovano sotto un gioco di enormi pressioni.
Spesso l’Osteoporosi può essere prevenuta e curata con buoni risultati.
La medicina ufficiale considera quali fattori di rischio principali per lo sviluppo dell’Osteoporosi:
- le donne corrono più rischio di sviluppare l’Osteoporosi, principalmente quelle piccole e di struttura ossea sottile;
- le donne di origine asiatica o caucasica sono le più predisposte;
- le carenze di estrogeni (ormone femminile) nella donna e di testosterone (ormone maschile) nell’uomo;
- storia familiare di fratture aumenta la predisponibilità;
- con l’aumento dell’età le ossa diventano meno dense e più deboli;
- una dieta scarsa in nutrienti essenziali;
- la mancanza di esercizio fisico o uno stile di vita sedentario
- lunghi periodi allettati (comune in pazienti che soffrono di altre patologie e sono obbligati a stare nel letto);
- eccessivo uso di fumo e alcool;
- anoressia.
                                      
Le Conseguenze dell’Osteoporosi: le Fratture
Le statistiche mostrano i seguenti dati riguardo all’Osteoporosi:
  • 1 donna su 3 e 1 uomo su 12 sviluppano l’Osteoporosi durante la loro vita. Ogni 3 minuti qualcuno subisce una frattura come conseguenza dell’Osteoporosi. Le donne sono più esposte al rischio di fratture e anche alle loro conseguenze invalidanti e questo rappre- senta un enorme costo per la società.
  • Circa 3 milioni di persone soffrono di Osteoporosi in Italia.
  • E’ stato calcolato che a livello mondiale nel 2050 ci saranno 6 milioni e cinquecento mila fratture dell’anca rispetto a 1 milioni e settecento mila del 1990.
  • Ogni anno il numero delle persone con l’Osteoporosi visitata dai medici italiani includono: circa 70 mila fratture dell’anca, 50 mila fratture del polso e 40 mila della colonna vertebrale.
  • Una volta che una donna, dopo la menopausa, abbia subito la frattura del rachide, essa sarà 5 volte più soggetta a subirne un’altra.
  • Solamente un terzo delle persone con una frattura della colonna vertebrale causata dall’Osteoporosi sono riscontrate dalle indagini mediche
  • Il costo sociale delle fratture dell’anca causate annualmente dall’Osteoporosi è molto alto.
Il principale rischio dell’Osteoporosi è l’alta predisposizione alle fratture a causa della fragilità delle ossa che, con il tempo, e senza una prevenzione e cura adeguate, diventano sempre più porose e suscettibili.
L’Osteoporosi era conosciuta una volta come un’infermità silente a causa del suo erodere furti vo delle ossa, senza lasciare segni d’allarme. 
Le fratture osteoporotiche possono essere causate da lievissimi traumi ed eventi traumatici come l’impatto di un sollevamento di peso e di un piegamento, o da uno starnuto o un forte col- po di tosse, portando al dolore e all’incapacità fisica; a grandi costi economico-sociali e ad una scarsa indipendenza fisica.
Un esame MOC può rivelare tale patologia che, molte volte, è ignorata dalle persone, sia all’ini- zio (ancora nella fase denominata Osteopenia), sia durante lo sviluppo della patologia.
La Mineralometria Os- sea Computerizzata (MOC
è una tecnica diagnosti- ca che permette l'accer tamento del grado di mi- neralizzazione delle ossa e, quindi, costituisce la metodica principale per la diagnosi di Osteopo- rosi.
La demineralizzazione dell’osso, che avviene nell’Osteoporosi, è di se stessa indolore ma le fratture ossee che pos sono risultare dall’Osteo porosi spesso sono dolo lorosissime a causa del- l’intrappolamento dei ner vi. La maggior parte delle rotture relazionate all’Osteoporosi avvengono in una di queste tre regioni: le anche, il rachide o il polso
Queste fratture, specialmente in donne dopo la menopausa, segnano l’Osteoporosi perché queste zone sono più vulnerabili agli effetti della perdita ossea.
Circa una su cinque fratture osteoporotiche avvengono all’anca
Un terzo dei pazienti con fratture alle anche devono essere ricoverati in cliniche private ed un quinto vivono meno di un anno dopo la frattura.
Un grande numero di persone con Osteoporosi hanno vertebre più piccole (esse si riducono e si accorciano), ed è alquanto comune la frattura di varie vertebre che comporta, nel tempo, un incurvamento del rachide. 
Le fratture vertebrali sono le più comuni e sono molto invalidanti. 
In effetti, la conseguenza più grave dell’Osteoporosi sono le Fratture nel Corpo Vertebrale da Compressione. (vedere articolo nel sito)
Queste fratture colpiscono la qualità di vita, poiché solo un terzo delle persone riacquistano lo stesso livello di funzionamento fisico precedente. 
Due terzi delle persone che rompono un osso a causa dell’Osteoporosi non si recuperano mai completamente. 
Avvengono anche depressione, paura e ansia.
Misure Preventive
Alimentazione sana: una dieta equilibrata ricca in vitamine e minerali, presenti in alimenti naturali come frutta e verdura fresca, legumi, cereali e pesce, è fondamentale all’organismo.
Particolarmente per la salute delle ossa è neces- saria una sufficiente combinazione di nutrienti es- senziali.
L’esposizione alla luce del sole: l’esposizione al sole per brevi periodi stimola la produzione di vita- mina D nell’organismo, importante per la salute delle ossa; promuove la mineralizzazione ossea e sintetizza gli enzimi preposti al trasporto attivo del calcio disponibile, aumentando, così, il suo as- sorbimento.
Esercizio Fisico: un inadeguato esercizio fisico può contribuire all’Osteoporosi.
Un’attività fisica intensa, specialmente nelle donne giovani, può diminuire i livelli ormonali e contribuire alla perdita ossea, mentre l’esercizio fisico leggero e moderato promuove la forza delle ossa ed è sempre consigliato.
Evitare il fumo: le donne che fumano hanno livelli più bassi di estrogeno e entrano più presto nella menopausa. Inoltre, assorbono meno calcio dalle loro diete.
Diminuire l’alcool: il consumo regolare di superalcolici giornalmente può essere dannoso allo scheletro.
L’Osteopatia: le tecniche osteopatiche contribuiscono alla correzione della struttura osteo-articolare e della postura del corpo ed è per questo di molto aiuto alla salute delle ossa.
                                                                 
La MAGNETOTERAPIA è indicata per questa patologia

IDROKINESITERAPIA o FISIOTERAPIA IN ACQUA 
Dal punto di vista riabilitativo l'acqua rappresenta uno scenario unico, sia per le sue caratteristiche fisiche che per le sue proprietà terapeutiche.
Per queste ed altre innumerevoli ragioni, si ritiene che l'acqua possa divenire strumento e contesto dove migliorare il proprio benessere psicofisico, soprattutto per quanto riguarda le seguenti indicazioni:
- esiti di traumatismi dell'apparato muscolare, osseo e articolare (lesioni muscolari, fratture, osteoporosi, ecc):
- esiti di interventi chirurgici (protesi d'anca, di ginocchio, di spalla, ricostruzioni e suture legamentose, ernie discali, ecc);
- esiti di interventi chirurgici di mastectomia;
- algie di varia natura (lombalgia, artrosi, osteoporosi, ecc);
- sindromi ipocinetiche (morbo di parkinson, esiti di emiparesi, senilità).

Photo: IDROKINESITERAPIA
FISIOTERAPIA IN ACQUA 

Dal punto di vista riabilitativo l'acqua rappresenta uno scenario unico, sia per le sue caratteristiche fisiche che per le sue proprietà terapeutiche.
Per  queste ed altre innumerevoli ragioni, si ritiene che l'acqua possa divenire strumento e contesto dove migliorare il proprio benessere psicofisico , soprattutto per quanto riguarda le seguenti indicazioni:

- esiti di traumatismi dell'apparato muscolare, osseo e articolare (lesioni muscolari, fratture, osteoporosi, ecc):

- esiti di interventi chirurgici (protesi d'anca, di ginocchio, 
                                                            di spalla, ricostruzioni e suture legamentose, ernie 
                                                            discali, ecc);
- esiti di interventi chirurgici di mastectomia;

- algie di varia natura (lombalgia, artrosi, osteoporosi, ecc);

- sindromi ipocinetiche (morbo di parkinson, esiti di emiparesi, senilità).
Per questa patologia è indicata la POMPA DIAMAGNETICA e/o la MAGNETOTERAPIA
Per frattura si intende una interruzione dell'integrità strutturale dell'osso che può essere di origine traumatica o spontanea (patologica)
Nel caso di un trauma, l'osso si frattura quando il trauma ha entità tale da superare i limiti di resistenza dell'osso stesso.
Il trauma può interessare l'osso direttamente o indirettamente.
Nel primo caso l'osso si frattura nel punto in cui viene applicata la forza.
In caso di trauma indiretto la frattura si manifesta a d una certa distanza dal punto di applicazione della forza, la quale si propaga lungo la catena cinetica di un arto o della colonna vertebrale fino a raggiungere la sede di frattura.
In entrambi i casi le forze applicate possono essere di torsione, di flessione, di compressione o di strappo. 
Se l'osso è minato da un processo patologico (sistemico o locale), tali forze possono creare una frattura pur essendo irrisorie o di modesta entità, si parla in questi casi di fratture patologiche(tipiche degli anziani, vedi: OSTEOPOROSI).
Esistono poi fratture da stress o da sovraccarico funzionale determinate dalla ripetizione di continue sollecitazioni sull'osso
(tipico esempio è la frattura da marcia o dei marciatori che interessa il secondo metatarso).
Le fratture possono essere inoltre causate da una brusca e violenta contrazione muscolare (fratture da avulsione) che determina un distacco osseo in corrispondenza dell'inserzione tendinea del muscolo stesso. 
Questa tipologia di frattura è molto frequente nei giovani atleti nei quali la massa ossea non è ancora ben consolidata.

CLASSIFICAZIONE DELLE FRATTURE
La classificazione delle fratture è un argomento molto vasto e completo, cercheremo di riassumere nei seguenti punti le fratture più frequenti e caratteristiche. 
COMPOSTA (senza dislocazione dei frammenti) /SCOMPOSTA (con dislocazione dei frammenti): in rapporto all'eventuale spostamento dei segmenti fratturati si distinguono fratture composte, in cui i segmenti di frattura conservano la loro posizione anatomica, e fratture scomposte, in cui si verifica uno spostamento dei frammenti. 
CHIUSA/ESPOSTA: in base all'integrità o meno della cute vi sono fratture chiuse (in cui la cute rimane integra) e fratture esposte ad elevato rischio di infezione (in cui vi è lacerazione della cute ed esposizione esterna dell'osso)
COMPLETA/INCOMPLETA: a seconda che la frattura interessi tutto lo spessore dell'osso (frattura completa) o una parte di esso (frattura incompleta o semplice infrazione ossea)
STABILE/INSTABILE: quando subentrano forze deformanti come la forza muscolare che impediscono il contatto reciproco tra i due segmenti ossei si parla di frattura instabile. 
In questi casi verrà compromessa l'immobilità della frattura con conseguente ritardata guarigione. 
In caso contrario, in mancanza cioè di forze deformanti, si parla di frattura stabile. 
SEMPLICI/PLURIFRAMMENTARIE/COMMINUTE: in base al numero di frammenti ossei prodotti. 
Se la frattura origina due frammenti ossei ben distinti si definisce semplice. 
Se invece origina numerosi frammenti prende il nome di frattura pluriframmentale o comminuta (presenza di più rime di frattura)
TRASVERSE/OBLIQUE/SPIROIDI/LONGITUDINALI: in base al decorso e alla forma della rima di frattura (la fessura che separa i due frammenti ossei) le fratture possono essere classificate in: 
FRATTURE TRASVERSE: la rima di frattura è disposta ad angolo retto rispetto all'asse longitudinale dell'osso. 
FRATTURE OBLIQUE: la rima di frattura forma un angolo inferiore a 90° rispetto all'asse longitudinale dell'osso (fratture a becco di flauto).
FRATTURE LONGITUDINALI: la rima di frattura è parallela all'asse longitudinale dell'osso. 
FRATTURE SPIROIDI: la rima di frattura compie un decorso a spirale lungo il segmento osseo, avvolgendosi ad esso. 
Come abbiamo visto per le fratture scomposte, le lesioni associate alla frattura possono essere di natura: muscolare, tendinea, ligamentosa, vascolare, nervosa, viscerale o cutanea.
   Photo: Per questa patologia è indicata la POMPA DIAMAGNETICA e/o la MAGNETOTERAPIA

Per frattura si intende una interruzione dell'integrità strutturale dell'osso che può essere di origine traumatica o spontanea (patologica). 

Nel caso di un trauma, l'osso si frattura quando il trauma ha entità tale da superare i limiti di resistenza dell'osso stesso. 

Il trauma può interessare l'osso direttamente o indirettamente. 

Nel primo caso l'osso si frattura nel punto in cui viene applicata la forza. 

In caso di trauma indiretto la frattura si manifesta  a d una certa distanza dal punto di applicazione della forza, la quale si propaga lungo la catena cinetica di un arto o della colonna vertebrale fino a raggiungere la sede di frattura. 

In entrambi i casi le forze applicate possono essere di torsione, di flessione, di compressione o di strappo. Se l'osso è minato da un processo patologico (sistemico o locale), tali forze possono creare una frattura pur essendo irrisorie o di modesta entità, si parla in questi casi di fratture patologiche (tipiche degli anziani, vedi: OSTEOPOROSI ). 

Esistono poi fratture da stress o da sovraccarico funzionale determinate dalla ripetizione di continue sollecitazioni sull'osso (tipico esempio è la frattura da marcia o dei marciatori che interessa il secondo metatarso). 

Le fratture possono essere inoltre causate da una brusca e violenta contrazione muscolare (fratture da avulsione) che determina un distacco osseo in corrispondenza dell'inserzione tendinea del muscolo stesso. Questa tipologia di frattura è molto frequente nei giovani atleti nei quali la massa ossea non è ancora ben consolidata. 



CLASSIFICAZIONE DELLE FRATTURE 
La classificazione delle fratture è un argomento molto vasto e completo, cercheremo di riassumere nei seguenti punti le fratture più frequenti e caratteristiche. 



COMPOSTA (senza dislocazione dei frammenti) /SCOMPOSTA (con dislocazione dei frammenti): in rapporto all'eventuale spostamento dei segmenti fratturati si distinguono fratture composte, in cui i segmenti di frattura conservano la loro posizione anatomica, e fratture scomposte, in cui si verifica uno spostamento dei frammenti. 



CHIUSA/ESPOSTA: in base all'integrità o meno della cute vi sono fratture chiuse (in cui la cute rimane integra) e fratture esposte ad elevato rischio di infezione (in cui vi è lacerazione della cute ed esposizione esterna dell'osso). 



COMPLETA/INCOMPLETA: a seconda che la frattura interessi tutto lo spessore dell'osso (frattura completa) o una parte di esso (frattura incompleta o semplice infrazione ossea). 



STABILE/INSTABILE: quando subentrano forze deformanti come la forza muscolare che impediscono il contatto reciproco tra i due segmenti ossei si parla di frattura instabile. In questi casi verrà compromessa l'immobilità della frattura con conseguente ritardata guarigione. In caso contrario, in mancanza cioè di forze deformanti, si parla di frattura stabile. 



SEMPLICI/PLURIFRAMMENTARIE/COMMINUTE: in base al numero di frammenti ossei prodotti. Se la frattura origina due frammenti ossei ben distinti si definisce semplice. Se invece origina numerosi frammenti prende il nome di frattura pluriframmentale o  comminuta (presenza di più rime di frattura). 



TRASVERSE/OBLIQUE/SPIROIDI/LONGITUDINALI: in base al decorso e alla forma della rima di frattura ( la fessura che separa i due frammenti ossei) le fratture possono essere classificate in: 

FRATTURE TRASVERSE: la rima di frattura è disposta ad angolo retto rispetto all'asse longitudinale dell'osso 

FRATTURE OBLIQUE:  la rima di frattura forma un angolo inferiore a 90° rispetto all'asse longitudinale dell'osso (fratture a becco di flauto) 

FRATTURE LONGITUDINALI: la rima di frattura è parallela all'asse longitudinale dell'osso 

FRATTURE SPIROIDI: la rima di frattura compie un decorso a spirale lungo il segmento osseo, avvolgendosi ad esso. 




Come abbiamo visto per le fratture scomposte, le lesioni associate alla frattura possono essere di natura: muscolare, tendinea, ligamentosa, vascolare, nervosa, viscerale o cutanea
PREVENZIONE E TRATTAMENTO DELL'OSTEOPOROSI
Il nostro protocollo

Le conseguenze che le fratture da Osteoporosi possono portare è la difficoltà delle ossa di sal- darsi in maniera efficace. 
Ecco perché consigliamo vivamente, sia prima dell’avvenimento dell’Osteoporosi, sia già nel suo stato di sviluppo, un’alimentazione bilanciata e variata, basata soprattutto in frutta e verdura, legumi, cereali e pesce, per migliorare il metabolismo corporeo e fermare il processo di indeboli- mento delle ossa.
Ricordiamo che esse non dipendono solo da calcio e vitamina D, ma da tutti i tipi di nutrienti es- senziali integrati fra di loro. 
Elenchiamo sotto le sostanze fondamentali ed essenziali all’organismo e per ultimo consigliamo le attività fisiche più adatte e l’Osteopatia per la correzione della postura e mantenimento della salute delle ossa.
                                        
  1. Fitonutrienti.
  2. Fitoestrogeni.
  3. EPA, DHA e GLA.
  4. Esercizio fisico ed Osteopatia per la postura corretta.
1. Fitonutrienti (fito=vegetali)
I fitonutrienti, presenti in frutta e verdura, sono ricchi in Antiossidanti, in special modo di Tiolo.
Gli antiossidanti funzionano nell’organismo come un gruppo di purificazione, che butta via gli scarti che le cellule lasciano dietro di sé.
Ogni cellula del corpo ha una funzione; esse lavorano 24 ore su 24, costruendo e riparando le ossa, muscoli, pelle ed altri parti del corpo; quando le cellule lavorano, esse creano ance prodotti di “scarto”.
Un radicale libero (leggere articolo Radicali Liberi) è un tipo di scarto; ogni giorno, il nostro corpo produce migliaia di queste molecole altamente reattive. 
Fra l’altro, siamo anche esposti ai radicali liberi a causa di fattori ambientali, tali come fumo, radiazione UV dai raggi solari, una scorretta alimentazione etc.
I radicali liberi sono molecole (gruppi d’atomi legati tra loro) instabili, in pratica, molecole a cui "manca qualcosa" (possiedono un solo elettrone anziché due), pronte a reagire con qualsiasi al- tra molecola con cui vengono a contatto per appropriarsi di un loro elettrone; così quando insta bili, esse molecole ricercano un elettrone, innescando in questo modo un meccanismo d’insta- bilità a “catena”. 
I radicali liberi sono pronti ad aggredire una qualsiasi innocente molecola entri in contatto con loro. 
Questa serie di reazioni può essere ridimensionata o arrestata solo dalla presenza degli antios- sidanti.
Il corpo produce antiossidanti per mantenere l’organismo sotto controllo. 
Gli antiossidanti rendono i radicali liberi meno reattivi e, perciò, meno pericolosi. 
Gli antiossidanti presenti principalmente in frutta e verdura, possono incrementare il gruppo di purificazione del corpo. 
Gli scienziati hanno dimostrato che mangiare una grande quantità di antiossidanti può ridurre il rischio di malattie cardiache e cancro, aiutare il controllo di diabete, e anche rallentare gli ef- fetti mentali e fisici dell’invecchiamento e dell’indebolimento delle ossa nell’Osteoporosi.
Un antiossidante è il tiolo, che contiene un gruppo funzionale composto di 1 atomo di zolfo e 1 di idrogeno (-SH). 
Tradizionalmente, il tiolo è riferito comemercaptano
D’accordo con le ricerche scientifiche, l’antiossidante tiolo sembra aiutare notevolmente la ri- duzione della perdita ossea in donne con deficienza di estrogeni.
2. Fitoestrogeni
fitoestrogeni si dividono in tre gruppi principali: Isoflavoni, Lignani e Cumestani, di cui gli iso- flavoni sono i migliori.
Gli Isoflavoni sono contenuti nei legumisoia e suoi derivati (farina e latte di soia, tofu), ma anche nelle lenticchie, piselli e fagioli.
Essi regolano naturalmente la produzione ormonale corporea perché sono simili nella loro strut- tura agli estrogeni nel corpo umano. 
Quindi, aggiungere alimenti ricchi in isoflavoni alla nostra dieta può essere un modo di aumen- tare o equilibrare i livelli di estrogeni nell’organismo.
Gli isoflavoni hanno un vantaggio decisivo rispetto agli ormoni chimici, poiché manifestano il loro effetto solo in caso di carenza di estrogeni. 
Questo effetto equilibratore è particolarmente utile per le donne che desiderano assicurarsi un corretto e regolare equilibrio ormonale in modo naturale.
Altri studi hanno mostrato che entrambi i fitonutrienti e i fitoestrogeni aumentano l’enzima alkaline phosphatase (ALP) che porta a bersaglio le sostanze per il rinnovamento delle cellule delle ossa. 
Un basso livello serico di attività di ALP si relaziona a concentrazioni ridotte di ZincoMagnesio e Manganese.
E’ stato dimostrato l’effetto protettivo  degli estrogeni (presenti nella soia) in aumentare e man- tenere la massa ossea. 
Gli ormoni hanno effetti diretti sugli osteoclasti.
Gli estrogeni agiscono come antiossidanti potenti. 
Da quando l’innesco della perdita ossea è stimolata dall’aumento dello stress ossidativo, questo è un meccanismo molto plausibile per la protezione estrogenica delle ossa. 
Gli estrogeni regolano gli osteoclasti (cellule ossee) tramite gli antiossidanti tiolo.
La deficienza di estrogeno causa la perdita ossea dall’abbassamento di antiossidanti tiolo negli osteoclasti.











































3. EPA, DHA e GLA
Antiossidanti e il rinnovo delle cellule delle ossa nell’involuzione dell’Osteoporosi.
Studi hanno dimostrato l’effetto di Omega 3 e Omega 6 in sinergia con gli antiossidanti nel rinnovo delle ossa. 
Il rinnovo è stato evidenziato misurando le concentrazioni di desossipiridinolina urinaria (riassor- bimento osseo) e osteocalcina sierica (formazione ossea).
EPA DHA sono acidi grassi polinsaturi della serie Omega-3, che assolvono molteplici funzioni nel nostro organismo. 
Gli Omega-3 (presenti nell’olio di pesce) sono necessari per il corretto funzionamento di tutte le cellule; sono definiti essenziali in quanto non vengono sintetizzati nel nostro organismo.
A tutt’oggi possediamo molte informazioni su EPA e DHA grazie alla loro benefica influenza sul metabolismo delle prostaglandine e dei leucotrieni: le prime influenzano la capacità dei vasi san- guigni ad espandersi, le seconde invece regolano le reazioni infiammatorie. 
Si è visto come nella popolazione eschimese, la cui dieta è ricca in dieta di pesce, le incidenze di alcuni disordini a livello dell’apparato cardiocircolatorio, osteo-articolare, cutaneo ed immu- nitario siano considerevolmente minori.
Il GLA è un acido grasso essenziale, non sintetizzabile dai mammiferi; è estratto dai vegetali ti- po Enotera, dai semi di Ribes Nero etc. 
Sono acidi grassi polinsaturi della serie Omega-6; si ritiene che il GLA stimoli la sintesi delle prostaglandine, dal momento che ne sono precursori fisiologici: le prostaglandine sono sostanze che agiscono a livello biochimico, quasi come gli ormoni, ritenute indispensabili per mantenere il delicato equilibrio biochimico a livello delle membrane cellulari di tutto l’organismo.
4. Esercizio fisico ed Osteopatia per la postura corretta

Il migliore esercizio fisico per la salute delle ossa è quello che permette la corretta distribuzione del peso. 
Questi esercizi includono: camminata, hiking, jogging, rampica, trecking, nuoto, nordic walking etc. 
Esercizi leggeri come Qi GongTai Chi oYoga sono anche con- sigliati. 
L’importante è che l’attività fisica sia praticata di forma mode- rata e costante.
E’ importante imparare ad avere una postura corretta ed una educazione al respiro che contribuiscono alla salute delle ossa, e non solo, e che solo un Osteopata qualificato vi aiuterà sicu ramente a correggerle, grazie alle tecniche dolci dell’Osteo- patia senza alcun rischio per la vostra struttura ossea ed arti- colare. 
Fondamentale per un buono sviluppo e mantenimento osseo è avere una equilibrata distribuzione dei carichi del cor- po sugli arti inferiori che trasmettono, in maniera ascendente, le spinte dinamiche del passo in tutta la struttura osteo-articolare-muscolare, tramite la pelvi su per la colonna vertebrale. 
A fine giornata centinaia di chili vengono a stimolare la struttura scheletrica già semplicemente nel camminare quotidiano! 
Ecco perché è bene farsi visitare e correggere da un Osteopata la nostra postura per distri- buire in maniera corretta le spinte ascensionali.
OSTEOPATIA ED ARTRITE
                              
CHE COSA E’ L’ARTRITE?
L’artrite viene generalmente divisa in due categorie: degenerativa ed infiammatoria.
La degenerativa, detta anche Osteoartrite, è la più comune, localizzata principalmente alle an- che, ginocchia e colonna vertebrale
Le sue caratteristiche sono dolore, rigidità, limitata mobilità, ma può spesso essere risolta e migliorata da un adeguato trattamento osteopatico.
L’artrite infiammatoria, come l’artrite reumatoide, è una malattia sistemica che colpisce non solo le ossa e le articolazioni ma l’intero organismo. 
Come l’osteoartrite provoca parecchio dolore, irrigidimento e deformità. 
Anche in questo caso l’Osteopatia può essere d’ausilio alle cure farmacologiche necessarie.
MA NON DOVETE CONVIVERE NECESSARIAMENTE CON NESSUNO DI QUESTI SINTOMI:
Torcicollo
Lombalgia
Coxalgia
Irrigidimento al risveglio
Dolore
Gonfiore
Mancanza di mobilità
RICORDATE:
L’Osteopata tratta pazienti con artrite ogni giorno.
L’Osteopata vi può consigliare la giusta postura antalgica.
L’Osteopata può aiutarvi con i suoi trattamenti e consigliarvi come autogestire il problema.
L’Osteopata è un professionista sanitario altamente qualificato e titolato.
PERCHE’ RIVOLGERSI AD UN OSTEOPATA IN CASO DI ARTRITE?
Il trattamento osteopatico può apportare grandi benefici e miglioramento della mobilità delle articolazioni e nella riduzione del dolore. 
Esistono molte credenze errate sul problema delle artriti ad esempio, cambiamenti degenerativi, monitorati attraverso Raggi x, dimostrano che non vi è alcun tipo di rimedio efficace percui i farmaci antidolorifici o antinfiammatori sono l’unica risposta.
Tutto ciò non è vero, infatti l'usura e il deterioramento delle articolazioni, che si verificano di norma quando si oltrepassano i 35 anni di età, non necessariamente corrispondono al dolore. 
Il trattamento osteopatico è in grado di ridurre il dolore e migliorare la mobilità, ed i segni di tale miglioramento vengono immediatamente avvertiti dall'organismo.
IL TRATTAMENTO:
Le cure Osteopatiche sono mirate a garantire un incremento della mobilità e una riduzione del- l'infiammazione. 
Tale scopo viene ottenuto adottando una dolce manipolazione manuale delle articolazioni, dei muscoli e dei legamenti.
Si potranno così ottenere significativi benefici nel proprio stile di vita e nell'uso del proprio corpo.
Si lavorerà anche attraverso esercizi da svolgere al di fuori dello studio osteopatico, ad esempio in piscina, il tutto per favorire una migliore funzione delle articolazioni e ridurre così gli spasmi muscolari.
Inoltre verranno forniti anche consigli sulla propria dieta, che in molti casi può risultare un fattore determinante nella lotta a questi disturbi.
L’Osteopatia non è una panacea e vi sono casi in cui la chirurgia è necessaria se non fon- damentale, nel qual caso l’Osteopatia sarà altamente utile come trattamento post operatorio, riabilitativo.
ARTRITE DEGENERATIVA

L’Artrite Degenerativa è il risultato di una reiterarata in- fluenza traumatica. 
Le ossa crescono nella direzione degli stress ai quali sono sot- toposte. 
Ciò è conosciuto come la Legge di Wolfe
Ecco perché, gli ortopedici applicano l’ingessatura con cui si può deambulare ad una gamba rotta. 
Le sollecitazioni fisiche del camminare aiuteranno le ossa fratturate a saldarsi più rapidamente, nel verso giusto.

Supponiamo che un vecchio colpo di frusta scateni un com- plesso modello di distorsioni nel tratto cervicale, ed immagi- niamo inoltre, che l’energia del trauma rimane nei tessuti ecco che, le ossa cambieranno forma e cresceranno, seguendo le distorsioni. 
Le ossa si consumeranno e creeranno degli speroni, tutto ciò può essere visto ai raggi X, e viene denominato Artrite Dege- nerativa
Siccome siamo geneticamente unici, differiamo, nel caso, solo nel grado d’artrite che sviluppiamo come risposta alle distor- sioni croniche che abbiamo. 
Facilmente ad ognuno di noi si riscontrerebbero dei segni d’ar- trite degenerativa se sottoposti ai raggi X. 
Dopo i cinquant’anni si considera normale riscontrare tali segni, questo per due motivi:
• Chiunque ha avuto un trauma nella propria vita.
• Nessuno può evitare l’effetto della gravità (un costante micro-trauma) ed il tempo.
L’Artrite Degenerativa cambia letteralmente la forma delle ossa, se è in stato avanzato le vertebre non riusciranno più ad articolarsi l’una con l’altra facilmente, con tutte le conseguenze che si possono immaginare, e quando vi fosse un’altra lesione sovrapposta, le possibilità di adat tarsi alla distorsione sono molto limitate. 
L’Osteopatia non riporta le ossa alla loro forma normale, tuttavia, rimuove la distorsione, ripris- tinando una certa flessibilità fisiologica permettendo così ai tessuti di adattarsi meglio ai cam- biamenti artritici.
Vecchi traumi, dimenticati, si fissano nei tessuti creandoci contrazioni, torsioni e compressioni, e solo dopo alcuni anni sviluppiamo modelli di lesione che creano problemi alla nostra salute. 
I liquidi extra cellulari che nutrono ogni cellula diventano stagnanti, e non si tratta solo del san- gue, della linfa, ma, di tutte le secrezioni liquide, perfino il liquido cefalorachidiano che nutre e circonda l’encefalo.

I VECCHI TRAUMI FREQUENTEMENTE SONO SOTTOVALUTATI COME CAUSA DI UNA PATOLOGIA. 
L’OSTEOPATIA, INVECE, LI CONSIDERA FONDAMENTALI PER LA SOLUZIONE DEI PROBLEMI DI SALUTE DEL PAZIENTE OFFRENDO SPESSO UNA SOLUZIONE INASPETTATA.

Giovanni Turchetti

               
Pubblicato su Blogger oggi O9 Agosto 2012 alle ore 18,15 da: Giuseppe Pinna de Marrubiu

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